I Ponti a schiena d'asino e l'isola

Documentati già nel 1300.

La costruzione, che viene fatta risalire ai secoli XII-XIII, ricalca le tecniche tramandate dai romani, con un’arcata principale accompagnata da una supplementare di sostegno di dimensioni più ridotte. Facevano parte dell’antica mulattiera del San Gottardo (denominata Strada Francisca o anche Via Francigena) che ebbe grande importanza per il traffico di viandanti e di merci a partire dal XII secolo.Ritenuto impossibile a quel tempo attraversare la gola della Biaschina, la stessa veniva aggirata salendo a Chironico e scendendo poi su Lavorgo: questo tragitto resterà, fino al 1500, l’unica via praticabile per il transito nord-sud.

I due ponti, che legano il nucleo centrale del villaggio con il quartiere della sponda destra, sono separati da un’isola abitata (particolare unico lungo tutto il corso del Ticino, dalle origini fino al Po). Era percorsa, al centro, da una roggia d’acqua deviata dal fiume, che diede vita a tutto il quartiere: fiorirono, infatti, nei secoli, parecchie attività artigianali ora scomparse (peschiera, segheria, mulini, una delle prime fabbriche di cioccolata, bottega del maniscalco che forgiava e modellava il metallo, …).