San Pellegrino

Dal Martirologio di Chironico risulta essere stata consacrata il 9 agosto 1427 dal vescovo Rolando.

Isolata dall’abitato, sorge lungo la Via Francisca o Francigena che anticamente saliva la valle lungo la sponda destra, aggirando l’ostacolo della Biaschina e conduceva i viandanti dalla Lombardia alla Svizzera centrale attraverso il valico del San Gottardo. Questo tragitto fu sostituito nel 1560 dalla cavalcabile tagliata nelle rocce della Biaschina e, a partire dal 1830, dalla carrozzabile che segnò il percorso della futura strada cantonale.

La sua costruzione è quindi da collegare con il transito e le sue notevoli dimensioni volumetriche suggeriscono soprattutto la funzione di sosta per i viandanti.

La parte anteriore, in origine porticato grande e aperto, venne poi trasformata in una navata che si aggiunse a quella superiore nel corso del Cinquecento e fu arricchita dagli affreschi di Giovanni Battista Tarilli e Domenico Caresana, da Cureglia, tra cui spicca la scena monumentale del Giudizio Universale (1589).

La facciata rivolta verso la valle fu affrescata con l’immagine della Madonna e gli stemmi delle comunità di Leventina e del canton Uri che esercitava la signoria sulla valle.

La navata superiore, divisa da una grande cancellata di ferro, subì importanti trasformazioni nel periodo barocco e presenta decorazioni pittoriche e a stucco del 1700. Nello stesso periodo venne eretto il campanile (1701).

Sulle pareti affiorano, dallo strato d’intonaco, pregevoli affreschi rinascimentali che, riportati alla luce, palesano una probabile scena della Crocifissione.

L’altare maggiore presenta una pala secentesca raffigurante San Pellegrino e un paliotto in scagliola del 1766. Una nicchia a nord dell’altare contiene la statua del Santo del 1600 ca. mentre il Crocefisso sotto l’arco trionfale è probabilmente databile alla seconda metà del Cinquecento.

Un importante intervento di restauro si verificò nel 1967 voluto dall’AET per sottolineare l’inaugurazione della Nuova Biaschina, il primo impianto idroelettrico interamente del Cantone.

Nelle immediate vicinanza, a sud della chiesa si trova una grotta, sormontata da una cappelletta con l’immagine di San Pellegrino dove, secondo la leggenda, il Santo avrebbe dormito. A nord c’è una piccola sorgente alla quale i devoti di Chironico e di Giornico si recavano, fino agli anni Ottanta, per dissetarsi e bagnare le parti del corpo ammalate nella speranza di guarigione.